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Chi siamo

a) Il contesto economico. La nostra scuola sorge in un'area extraurbana, all'incrocio tra diversi comuni (Milano, Sesto, Cinisello, Bresso), area già caratterizzata dalla presenza di grandi complessi industriali (ora in fase di avanzata smobilitazione) e di aziende che lavoravano per l'indotto.
Attualmente esiste ancora un tessuto vario di piccole e medie aziende industriali, ma soprattutto il territorio si sta specializzando nei servizi commerciali, finanziari, assicurativi, direzionali, del terziario avanzato.

b) La popolazione scolastica: l’utenza della nostra scuola proviene perlopiù dai quartieri popolari e impiegatizi dell’hinterland di Milano Nord.
Si tratta di un ambiente che possiamo definire socialmente e culturalmente medio-basso: sono numerose le famiglie con difficoltà economiche e sono una realtà ormai consolidata gli studenti stranieri inseriti da pochi anni o addirittura appena arrivati nel nostro paese; poche sono le famiglie in grado di costituire un adeguato sostegno culturale per i propri figli e del resto il 34,2% degli alunni ITC e il 71% degli alunni IPC sono stati licenziati dalla scuola media inferiore con una valutazione di sufficienza; inoltre il13.5% degli studenti ITC e il 36.7% degli studenti IPC all’atto dell’iscrizione in prima hanno già ripetuto una classe (dati relativi all’anno scolastico, 2006-2007).

c) I servizi sul territorio per i giovani. Alcuni servizi hanno un'ottima diffusione sul territorio: basti pensare alle varie biblioteche comunali o agli impianti sportivi, pubblici e privati, così come al settore, molto qualificato, che opera per la prevenzione e il recupero delle tossicodipendenze.
Un po’ carenti, invece, le strutture per il tempo libero: sono numerosi gli oratori, i centri di volontariato, i centri culturali (che raggiungono per altro un’utenza d’élite) e i cinema, ma pochi i centri di aggregazione giovanile organizzati, per cui i giovani sono indotti a gravitare su Milano o a frequentare bar e ambienti all’aperto (piazzette, giardinetti ecc.) come luoghi d’incontro, con disagi nel primo caso e un’influenza negativa su atteggiamenti e comportamenti scolastici nell’altro caso.
In definitiva la nostra utenza non usufruisce spontaneamente di questi servizi, che si possono considerare ausiliari rispetto all’attività scolastica vera e propria, come dimostra il fatto che siano pochi gli allievi che frequentano associazioni (dati 2006-2007: solo il 23.5% associazioni sportive e il 5.8% di altro genere all’IPC; il 39.1% e il 5.2% all’ITC, percentuali decisamente inferiori a quelle del 1996/7). Infatti la già ricordata “extraterritorialità” del plesso scolastico rende arduo per i ragazzi integrare altre attività con la propria giornata scolastica e inoltre la loro scarsa cultura di base li tiene lontani da esperienze culturali di qualità. Pertanto la situazione ha costituito e costituisce uno stimolo sia per l’auto-organizzazione interna di servizi offerti agli allievi, sia per il collegamento in rete, promosso dall’Istituto, con Enti e altri erogatori di servizi del territorio.
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